Restauro del film I mostri di Dino Risi Copy

  • Ambito: Un patrimonio da vivere
  • Progetto lanciato il 2 aprile 2015
  • Termine donazioni 1 agosto 2015

Un patrimonio da vivere


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Guarda alcuni protagonisti del cinema e della critica italiana sul film I mostri

Bruno Fornara Gervasini

Bruno Fornara                                   Mauro Gervasini Gianmarco Tognazzi Gianmarco Tognazzi

Fotogallery

Finalità

Sostieni il Museo Nazionale del Cinema e la Cineteca di Bologna nel restauro del film I mostri di Dino Risi e aiutaci a far rivivere il grande patrimonio cinematografico italiano. Il restauro de I mostri sarà realizzato dagli Enti promotori del progetto.

Dino Risi

Dino Risi nasce a Milano il 23 dicembre del 1916. Inizia a lavorare nel mondo del cinema collaborando con registi come Alberto Lattuada e Mario Soldati, prima di esordire nel lungometraggio con Vacanza col gangster (1951). Il primo grande successo è Pane, amore e… (1955), seguito da Poveri, ma belli (1956) e da titoli come Una vita difficile (1961), Il sorpasso (1962) e I mostri (1963) con cui si impone tra i maestri della commedia all’italiana. Tra i suoi film successivi, In nome del popolo italiano (1971), Profumo di donna (1974), I nuovi mostri (1977) e La stanza del vescovo, tratto da Piero Chiara. Nel 2002 riceve il Leone d’Oro alla carriera e due anni dopo pubblica la sua autobiografia, I miei mostri. Muore a Roma il 7 giugno 2008.

I mostri

Regia: Dino Risi. Soggetto: Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola. Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola. Fotografia (2,35:1, B/N): Alfio Contini. Scenografia e costumi: Ugo Pericoli. Musica: Armando Trovajoli. Montaggio: Maurizio Lucidi. Suono: Fausto Ancillai, Guido Ortensi. Interpreti e personaggi: Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca, Marino Masè, Marisa Merlini, Rica Dialina, Michèle Mercier, Daniele Vargas, Riccardo Paladini, Carlo Bagno, Franco Castellani, Ricky Tognazzi, Mario Laurentino, Mary Mannelli, Luciana Vincenzi, Angela Portaluri, Carlo Kechler, Ugo Attanasio, Salvatore Borgese, Luisa Rispoli, Fraçoise Leroy, Mario Brega, Nino Nini, Ottavia Panunzi, Lucia Modugno. Produzione: Mario Cecchi Gori per la per Fair Film / Incei Film / Montflour Film / Dicifrance. Distribuzione: Titanus. Origine: Italia, Francia. Anno: 1963. Durata: 116’. Sinossi Il film si articola in 20 episodi dalla durata e struttura molto diversa tra loro ma dal comune contesto storico e temporale: la Roma dei primi anni Sessanta. L’educazione sentimentale (7′ )- Un padre (Tognazzi) insegna al figlio l’arte dell’essere disonesto. Il giovane impara e, qualche anno dopo, ucciderà il genitore dopo averlo derubato. La raccomandazione (7′) – Un celebre attore finge di aiutare un collega (Gassman e Castellani), ma finisce per aiutarne un altro. Il mostro (1′) – Due carabinieri (Gassman e Tognazzi) di brutto aspetto sorridono al fotografo dopo aver arrestato un pluriomicida. Come un padre (6’30”) – Un giovane marito geloso (Lando Buzzanca) si confida con il suo migliore amico Stefano (Tognazzi) ignorando che questi è l’amante della moglie. Presa dalla vita (5′) – Un regista d’avanguardia (Gassman) fa rapire una vecchietta per utilizzarla come comparsa sul set del suo film. Il povero soldato (9′) – Battacchi (Tognazzi), fratello militare e finto ingenuo di una prostituta assassinata, contratta con il direttore di un giornale la vendita del diario della sorella. Che vitaccia! (3′) – Un baraccato romano (Gassman) con famiglia a carico si dispera per le condizioni economiche in cui versa, per poi spendere gli ultimi spiccioli per andare allo stadio e tifare la Roma. La giornata dell’onorevole (12′) – Un retto e morigerato parlamentare democristiano (Tognazzi) rinvia di ora in ora l’incontro con un generale in pensione in possesso di documenti compromettenti impedendo così che la truffa possa essere denunciata. Latin lovers (2’30”) – Due apparenti latin lovers (Gassman e Tognazzi) corteggiano una ragazza sdraiati su una spiaggia romana, ma quando la giovane va in acqua emerge un’altra verità. Testimone volontario (12′) – Pilade Fioravanti (Tognazzi) decide di testimoniare spontaneamente in un processo per omicidio, ma l’avvocato difensore D’amore (Gassman) riesce a rendere inattendibile la sua deposizione, distruggendone la reputazione. I due orfanelli (2’30”) – Un mendicante (Gassman) rifiuta di far visitare il suo compare cieco, sua principale di guadagno, da un chirurgo oftalmico che dichiara di essere in grado di ridare la vista al giovane mendicante. L’agguato (1’30”)- Uno zelante vigile urbano (Tognazzi) si apposta per multare i clienti di un’edicola che, ignorando un divieto di sosta, fermano la loro auto giusto il tempo per acquistare il giornale. Il sacrificato (9′) – Un uomo (Gassman) riesce a scaricare l’amante convincendola che lo fa per il suo bene, ma in realtà così è libero di frequentare la nuova fiamma, sempre all’insaputa della moglie. Vernissage (3’30”) – Un capofamiglia (Tognazzi) inaugura la nuova Fiat 600 appena comprata andando a prostitute. La Musa (5′) – La presidentessa di una giuria di un concorso letterario (Gassman) riesce a far vincere un autore sconosciuto e illetterato che si rivelerà essere il suo amante. Scenda l’oblio (2′) – Una coppia è al cinema ad assistere a un film sugli eccidi nazisti e durante una scena di fucilazione l’uomo (Tognazzi) trova ispirazione per il muretto che vuole costruire nella sua villa in campagna. La strada è di tutti (45”) – Quasi investito da alcuni automobilisti sulle strisce, un pedone (Gassman) sale poi sulla propria auto e diventa a sua volta un pericolo pubblico. L’oppio dei popoli (45”) – Mentre il marito (Tognazzi), in salotto, resta incollato davanti alla televisione a guardare un film di fantascienza la giovane moglie riceve l’amante in camera da letto. Il testamento di Francesco (10′) – Un frate vanitoso (Gassman) si prepara in sala trucco prima di andare in onda a predicare contro la vanità del mondo. La nobile arte (17′) – Un ex manager di pugilato (Tognazzi) convince un suo vecchio assistito suonato ormai ritiratosi a vita privata (Gassman) a tornare sul ring: ma le illusioni si spengono dopo il primo round e il pugile sopravviverà all’incontro completamente rimbambito e su una sedia rotelle. Testimonianze «I mostri è un film riuscito, alla fin fine, una serie di ritratti esemplari pieni di una sfiducia nell’umanità che veniva dal boom, delle trasformazioni dell’Italia di quegli anni. Con abbastanza preveggenza, anche, perché allora dominava ancora l’euforia» (Dino Risi). «I mostri è uno dei sei-sette film miei che salverei, è un film disuguale, importante strutturalmente perché fu il primo film di grande successo che impostava questa struttura molto libera fatta di vignette accanto a episodi» (Vittorio Gassman). «Rivedere I mostri mi commuove sempre. È come se, lì dentro, ci fosse la vita che da bambino avevo sempre sognato invano. L’attrice che interpreta mia madre, nelle scene girate a casa del protagonista, è la mia vera mamma, Pat O’Hara» (Ricky Tognazzi). Critica «Una piccola enciclopedia della cattiveria dell’intolleranza, dell’ipocrisia e del cinismo. […] Un film saporito e dispettoso [che] graffia spesso dove graffiare è giovevole» (Il Corriere della Sera, 01/11/1963). «Qui, veramente, il riso che i personaggi sembrano ancora voler sollecitare come a tradimento, si trasforma in una smorfia dolorosa e il comico volge in tragedia, scoprendo un’umanità offesa e sofferente » (Sandro Zambetti, Filmguida: I mostri, in Cineforum n. 31, gennaio 1964). « Un prodigio di compattezza e di felicità narrativa, un campione di incisività e di rappresentazione della contemporaneità all’insegna della critica più sferzante, della satira più graffiante, I mostri non salva niente e nessuno e si beffa di tutti, ricchi e poveri, borghesi e sottoproletari, intellettuali e illetterati. Tutti colpevoli, tutti condannati perché accomunati dalla stessa corsa velleitaria mistificatoria e millantatrice all’abbraccio infernale di falsi valori. Tutti mostruosi, e non poi così paradossalmente, prodotti della stessa degenerazione del costume e dello spirito; tutti pronti a svendere l’anima in cambio di una merce: denaro, successo, potere, proprietà, simboli di avanzamento sociale, cose, roba. Nessuna commedia contemporanea è così radicale e così spoglia di alibi. In piena, presunta festa I mostri avverte come una Cassandra che la festa in realtà è già finita, e forse non è mai cominciata» (Paolo D’Agostini, Dino Risi, Il Castoro Cinema, 1-2/1995). Curiosità Nell’episodio L’educazione sentimentale, il ruolo del bambino è interpretato da Ricky Tognazzi. A quanto racconta l’attore, figlio del comico cremonese, fu lo stesso Ugo Tognazzi a insistere per averlo vicino nello sketch. Il ruolo della madre è invece interpretato da Pat O’Hara, madre di Ricky, da cui Ugo Tognazzi si era separato qualche anno prima.

martinelli


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Terminata la raccolta fondi per la seconda campagna di crowdfunding del Museo

Raccolti 18.370 euro per il restauro del film “I mostri” di Dino Risi, realizzato in collaborazione con RTI-Mediaset, Lyon Film e Surf Film presso il Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.
Il restauro del film verrà presentato in anteprima mondiale alla 72° Mostra del Cinema di Venezia martedì 8 settembre nella sezione Venezia Classici. Con questo restauro si torna a far rivivere uno dei capolavori della commedia all’italiana.
Il traguardo è stato raggiunto grazie al contributo di 75 donatori, provenienti da tutta Italia e dall’estero, che hanno creduto nel restauro di un grande titolo del cinema italiano. Non solo privati ma anche aziende. Il progetto è stato infatti realizzato in partnership con So Simple, MYmovies.it, Fred Film Radio, Sub-ti, Dona con Expo e grazie al contributo di Beko, Reale Mutua – Agenzia Torino Antonelliana. Il successo della campagna ha visto i social network protagonisti. Su Facebook sono state raggiunte quasi 500.000 persone, 3.500.000 impressions per l’# i mostri. Il sito www.makingof.it è stato visitato da più di 10.000 utenti, per un totale di oltre 17.000 visite.